
Spolio
2026 · Olio, impasto materico, inserti di tessuto e spray su tela, caffè · 100x80 cm
L'opera denuncia lo sfruttamento globale trasformando il corpo fragile di un neonato nella metafora dell'Africa depredata. Un cordone ombelicale, collegato a una conduttura industriale, ribalta il flusso vitale prosciugando risorse e dignità al bambino per canalizzarle verso l'esterno. Il titolo “Spolio“ rievoca il verbo latino che indicava il saccheggio dei vinti, denunciando le moderne forme di estrazione e privazione.
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